lunedì, maggio 15, 2006

Latitante

latitante è una parola che mi è sempre piaciuta. Per il suono, per il ruolo che interpreta o forse per una bella canzone di Federico Fiumani aka Diaframma che si intitola allo stesso modo. Il latitante fugge, si nasconde, si mimetizza con l'ambiente fino a diventare invisibile. Vive in un bilico perenne tra rischio, eccitazione e angoscia di essere scoperto e catturato. Il latitante fugge per vocazione mascherate da svariate ragioni che inglobano un crimine, un' ingiustizia, una caccia, una ribellione. Chi si dà alla macchia, o al bosco, vive nella paura, spesso si abbrutisce. Il tempo è uno dei peggiori nemici del latitante. Le giornate possono essere lunghissime o brevissime a seconda degli stati d'animo, delle attese. Il latitante guarda in fondo, molto in fondo, al di là dell'orizzonte. Poi continua la marcia. Ogni volta che sono sotto scadenza mi sento latitante. Abbatto abitudini e rituali per mantenere il ritmo. ciò che si vede dopo l'orizzonte è la consegna. Il resto è lavoro. ho disertato e me ne dispiace questo spazio, questo diario/dialogo che stava diventando importante ed è comunque importante. La latitanza mi tiene un po' fuori dal mondo. nel frattempo qualche amico premuroso mi ricorda che napolitano è il nuovo presidente della repubblica e che il calcio è nel caos. rassicuro tutti, dal mio covo i segnali della radio giungono chiari e forti. la radio mi sta facendo molta compagnia, e non sta a me scoprire e dire che radio due, radio tre sono molto meglio di rai uno e rai due. sono i programmi della radio che scandiscono i giorni.
Prima di questo ultimo tour de force sono stato a Cagliari per una settimana. Un ritorno emotivo in mezzo a persone e luoghi, una profonda immersione affettiva. ho ritrovato anche i miei libri. vivere dislocato in più posti, ti dà più ossigeno ma alla lunga ti lacera. A volte non sei mai dove ti servirebbe essere in quel momento. Ho lavorato sul solito tavolo di marmo graffiato da un cutter usato da vero imbecille quando avevo appena capito di volere essere un autore di fumetti. Tra i libri ritrovati c'è stato anche Le nozze di Cadmo e Armonia di Calasso. Il mito che si svela e che ri racconta dischiudendosi. Il mito, che per essere tale, dev'essere irrimediabilmente carne. è stato allora che è successo tutto. La mia storia, tutto quello di cui sono fatto, è iniziata e quindi accaduta a Cagliari ed esserci stato adesso per una ragione solo apparentemente banale come un matrimonio è stato decisivo. In una settimna ho fatto un percorso a ritroso, spesso a intermittenza e alla cieca. Era da molto che non stabilivo un contatto così intenso con la città. Mi ha fatto bene anche se mi ha scosso e frastornato. Ora dalla mia latitanza, mentre disegno, penso protetto da un osservatorio privilegiato. Il mare traccia la distanza, il profumo dei primi tigli mi ricorda che sono a Bologna e che fra qualche giorno devo aver finito e consegnato il mio libro.